LA CAVA GRANDE
Il
primo cantiere di cava, denominato in seguito
cava bassa, fu, nel 1903, quello situato
proprio a ridosso dell'osteria della Gniviza.
La cava si apriva ad una quota di circa
319 m, nel versante sinistro della valle
del T. Chiarò di Torreano, alle pendici
sud-occidentali di M. Craguenza (q. 912
m.). Alla medesima quota venne installata,
negli anni 1912-1913, la stazione della
teleferica al margine sud dell'ampio piazzale
(70/75m circa), sul quale correvano i binari
della decauville che trasportava il materiale
alle tramogge di carico. Nello sviluppo
successivo dei lavori di estrazione, una
zona limitata del piano iniziale di scavo
fu abbassata di circa 4 metri: a tale zona
si accedeva con un tratto di galleria sotto
il piazzale e i carrelli della teleferica
venivano portati direttamente, con un anello
di rotaia, fino al fronte di abbattimento,
dove venivano riempiti di materiale. Nella
relazione relativa all'ispezione eseguita
il 18 agosto 1915 da un funzionario del
Corpo reale delle miniere compare solo la
cava bassa. Ma già nel 1924 la relazione
del funzionario ispettivo mostra il notevole
ampliamento dei lavori di estrazione: infatti
in essa compaiono anche i cantieri della
cava media, il cui piazzale di manovra si
situa a 370 m circa, e della cava alta,
che si apre ad una quota di circa 420 m.
Questi tre cantieri formano insieme la cava
grande.
Essa, nella relazione geologica dei 1974,
quindi già 18 anni dopo la sua chiusura,
viene così descritta: Il materiale
è calcare marnoso e/o marna, di colore
grigiastro (grigionerastro e grigio
marrone in alterazione), a stratificazione
mal delineata, estremamente fratturato in
maniera irregolare, con diffuse vene di
calcite. Il litotipo in oggetto appartiene
alle bancate calcareo-clastiche gradate
del complesso inferiore dell'Eocene. Il
fronte di scavo ha forma ad anfiteatro;
la parte centrale mostra pareti verticali,
con tre alzate successive e due pedate,
per un'altezza di circa 150-170 m; le pareti
laterali anch'esse verticali o subverticalí
sono notevolmente meno elevate e degradano
fino a 10-15 m di altezza; nella parte orientale
superiormente al calcare marnoso e alla
marna affiora il flysch. 11 piazzale di
cava largo, in direzione WNW-ESE, circa
70 m e profondo circa 75 m, è costituito
in superficie da detrito minuto ed anche
qualche blocco ... ... non si nota traccia
di discarica ... ... dalle pareti di scavo
si notano piccoli crolli di materiale minuto
... ... la cava è visibile solo recandosi
in loco o sul versante opposto della valle;
non comunque dalla strada provinciale, benché
attigua, in quanto schermata da una barriera
arborea, è visibile in modo disagevole,
solo all'altezza dell'ingresso del piazzale.
Il fronte di scavo è in gran parte
popolato da vegetazione erbacea con radi
cespugli e alberelli. Il piazzale di cava
è abbondantemente inerbito e le zone
laterali, a ridosso delle pareti, sia verso
E che verso W, sono fittamente popolate
da vegetazione erbacea, arbustiva e arborea
(molto diffuse e sviluppate le acacie)...
. La cava si sta reinserendo lentamente
nel paesaggio.