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LE ORIGINI NELLA STORIA DELLE GROTTE

Un' itinerario ci porta a nord della Val Sclesò,nel cuore del monte S. Lorenzodove si aprono due grotte: il Foran di Landri e il Foran des Aganis. La grotta del Foran di Landri è una delle testimonianze più importanti in Friuli per gli insediamenti umani rinvenuti e risalenti a più periodi. Furono infatti portati alla luce numerosi reperti appartenenti a tre fasi storiche: una del Neolitico (resti di ceramica e strumenti litici); una al Bronzo e infine una dell'Età del Ferro (un'armilla, un anellino, una fibula, uno spillone, un coltello, ecc. e resti di vari animali). Il Foran des Aganis è invece una cavità suggestiva formata da un corridoio lungo 160 metri percorso da un ruscello (visitabile accompagnati da esperti speleologi). La leggenda racconta che la grotta era la dimora de "lis aganis", creature femminili dall'orribile aspetto e con i piedi rivolti all'indietro.

 


FORAN DES AGANIS

faet-7SPEDIZIONE SPELEOSUBACQUEA AGANIS...?
IL RICHIAMO DELLE FATE
PRESTENTO - TORREANO (UDINE)

"Il ruscelletto che proviene dalle viscere del monte, scorre fra i sassi in un piccolo alveo e produce un dolce caratteristico mormorio, simile al bisbigliare di un crocchio di persone, che il volgo favoleggia essere le fate d'acqua e le chiama Aganis".

La spedizione speleosubacquea AGANIS...? è frutto della collaborazione tra:
- Club Alpinistico Triestino
- Gruppo Grotte Trieste
- Forum Julii Speleo Cividale del Friuli (Udine)
- Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante Monfalcone (Gorizia)

resposabile organizzativo: Franco Gherlizza

 

Descrizione della grotta:
La grotta consta essenzialmente di un corridoio abbastanza uniforme, lungo 160 m e percorso da un ruscelletto che ha origine nella parte più fonda della galleria. Il primo tratto, alto 5-6 m, si percorre senza dover passare sull™acqua; verso la metà invece, dopo un allargamento, bisogna avanzare nell'acqua, che in qualche punto tocca la volta. Di fronte al sifone da cui ha origine il ruscello si trova una fessura impraticabile. Durante l'esecuzione del rilievo è stata accuratamente controllata ogni possibile via di prosecuzione. Con una breve arrampicata in artificiale (2 spit) è stata raggiunta la finestra situata immediatamente prima della sala finale. Anche questo punto, come i piccoli rami visitati in altre zone della grotta sono occlusi da massi di crollo ed abbondanti depositi argillosi. L'unica possibile via di prosecuzione potrebbe essere il ramo attivo inondato. Questo si è potuto esplorare soltanto per circa 70 m; per proseguire più oltre si rende indispensabile l'uso dell'attrezzatura subacquea completa, il cui trasporto viene reso notevolemente difficoltoso dalle ridotte dimensioni del ramo. Dal rilievo eseguito è emersa la fedeltà del preesistente rilievo opera di G. B. De Gasperi, se si esclude l'errore di orientamento della cavità rispetto al Nord, imputabile probabilmente all'errore dello strumento adoperato. La cavità risulta avere uno sviluppo totale di 270 m ed un dislivello positivo stimato non superiore al metro. L'unico apporto idrico apprezzabile proviene dal ramo attivo inondato. È dubbio se anche il lago finale alimenti il perenne corso d'acqua che esce dalla grotta. Le concrezioni sono scarse mentre abbonda l'argilla.

 

localizzazione

 

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