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Questa località la troviamo
circa a metà strada tra Canalutto e Rieca.
E' caratterizzata dalla presenza delle vecchie
cave di marna abbandonate, e di un'osteria molto
frequentata d'estate da chi cerca un pò
di refrigerio.
Fra le attività che hanno maggiormente
coinvolto il nostro paese è stata l'estrazione
della marna in queste cave e la produzione di
cemento avviata all'inizio del secolo dalla
Cementi del Friuli, dapprima nello stabilimento
di Udine e più tardi in quello di Cividale.
Infatti, la lavorazione del materiale marnoso
in questo stabilimento impiegava molti uomini
del nostro paese, mentre ancora di più
erano gli operai del nostro Comune impegnati
nell'estrazione della marna nelle cave della
Gnivizza, inoltre, da qui partiva la lunga teleferica,
che trasportava il materiale estratto presso
lo stabilimento cividalese e alla cui manutenzione
erano impegnate molte altre persone. L'importanza
economica dell'attività legata alla produzione
di cemento è stata, dunque, davvero notevole
per la nostra comunità. Di più,
per oltre quaranta anni la nostra valle è
stata caratterizzata dalla presenza della teleferica,
che costituiva un punto di riferimento sicuro
in pianura e in montagna.
Le informazioni
delle cave di marna, della teleferica, e di
tutte le persone e società che ne sono
state coinvolte, sono state raccolte e organizzate
in un libro a tiratura limitata, dal dott. prof.
Giampaolo Molinari:
"LA
GJAVA DE PONCA"
Molinari ne ha curato ogni aspetto, dalle ricerche
storiche alla stesura dei testi (in friulano
ma anche in italiano) e al notevole contributo
fotografico.
Una copia del libro è stata donata dal
professore alla biblioteca comunale di Torreano,
a disposizione di chi voglia approfondire l'argomento.
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