Foràn des Agànis

Il Foran des Aganis si trova a quota 295 metri lungo il corso del rio Ravedosa a monte del paese di Prestento. Il primo rilievo risale al 1899 ed è opera di A. Tellini (CSIF), il quale visitò la cavità già nel 1894. La grotta, il cui nome è legato alle leggende popolari sulle ninfe d'acqua chiamate Agane, è stata esplorata a più riprese ed attualmente raggiunge lo sviluppo di 270 metri. L'ingresso della cavità si apre su una parete di breccia calcarea eocenica, un tipo di roccia conosciuto nella zona con il nome di pietra piasentina. Si tratta di una grotta a sviluppo orizzontale costantemente percorsa da un ruscello che si origina nella parte terminale, le concrezioni di calcite sono scarse, mentre abbondanti sono i depositi di argilla. Sulla parete di destra a circa 50 metri dall'ingresso, ad una altezza di 1,5 metri dal livello del ruscello si rinvengono anche alcuni depositi di Brushite, per lo più in forma di incrostazioni o di piccolissimi coralloidi (qualche millimetro); la parete calcarea della cavità in prossimità delle mineralizzazioni appare spesso alterata e polverulenta. Posizionati in alto, lungo la parete si notano alcuni ripiani di colore scuro costituiti da guano di pipistrello con spessori variabili da 5 a 40 centimetri. Il ruscello che sgorga dalla cavità è alimentato in parte dal sifone terminale e, principalmente, dal ramo attivo inondato; quest'ultimo drena le portate di magra del rio Ravedosa che scorre in superficie circa 10 - 15 metri più in alto. In caso di forti piogge la portata della cavità aumenta considerevolmente al punto da rendere difficile l'accesso al settore più interno. Si osserva, in alcuni punti presso il ruscello, uno spessore di 10 centimetri di conglomerato a cemento carbonatico testimone del rapido abbassamento, per erosione regressiva, del letto del corso d'acqua. Interessanti sono alcune considerazioni sulla ricca colonia di pipistrelli presente a circa 50 metri dall'ingresso ed i cui depositi di guano hanno permesso la formazione della Brushite (vedi MOCCHIUTTI, in questo volume). La prima segnalazione di questa colonia ci viene da A. Tellini in una sua relazione del luglio 1904 ove riferisce di numerosi pipistrelli del genere Rhinolophus Ferrum Equinum. Si riportano qui di seguito le segnalazioni fatte a questo proposito da membri del CSIF (FoRTi & MOCCHIUTTI, 1994):

04.07.1904 numerosi pipistrelli (colonia)
aprile 1981 2 esemplari
1990 (più osservazioni) numerosi esemplari
dicembre 1992 1 esemplare
autunno 1993 3 esemplari
marzo 1994 1 esemplare
06.01.1995 nessun esemplare


I depositi di guano testimoniano chiaramente l'esistenza di una numerosa colonia di pipistrelli, ma negli ultimi anni si deve constatare una diminuzione degli esemplari e quantomeno una loro presenza non continuativa nel corso dell'anno. 1 motivi sono forse legati ai cambiamenti ambientali avvenuti nella zona a causa delle attività umane degli ultimi decenni. L'ambiente della cavità appare nel complesso ben preservato, ricco di curiosità e di spunti per ulteriori ricerche che saranno possibili se continuerà il rispetto dell'ambiente unico di questa grotta.

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