A
Masarolis,
come tutti o quasi sanno, la prima domenica
dopo il 16 luglio di ogni anno si festeggia
la Madonna dei Carmelo. Cento annì
fa la chiesa
di Masarolis sì è arricchita
di una statua col baldacchino dal peso di
quasi quattro quintali ricoperta da vernice
d'oro, rappresentante la Madonna col bambino
a cui la popolazione è molto legata.
Una leggenda narra che sono state le donne
del paese che l'hanno voluta e per realizzare
il loro progetto accantonavano ogni giorno
il ricavato della vendita di un uovo fino
al raggiungimento della quota necessaria
per acquistarla. Certo è che la si
festeggia nel mese di luglio unico momento
in cui tutti gli emigranti rientrano nel
paese. In occasione della sua ricorrenza
ogni anno viene estratta dalla nicchia che
l'accoglie e posta in chiesa, operazione
che richiede la cooperazione di almeno sei
otto uomini forzuti. Durante le due settimane
che permane all'esterno, è meta di
preghiera da parte di un numero di fedeli
maggiore che durante tutto l'arco dell'anno.
Alla Madonna del Carmelo le persone anziane
di Masarolis dedicano la propria venerazione,
a Lei i giovani affidano il proprio futuro,
a Lei le mamme e i papà chiedono
la forza per sostenere e guidare la propria
famiglia. Un triduo di preparazione precede
la domenica del giorno di festa nel quale
viene celebrata la Santa Messa in Suo onore,
ma è solo con la processione pomeridiana
che la venerazione tocca il culmine. Quando
quell'immagine esce alla luce dei sole un
brivido scende lungo la schiena dei fedeli
e agli stessi par che dica: «Sono
con voi".
I
portatori, quattro uomini robusti, vestono
una tunica di colore rosso, simbolo dei
soldati della Chiesa, mentre otto bambine
la precedono vestite di bianco, segno della
vita in Dio, spargendo sul terreno petali
di fiori per renderLe degno omaggio. Tutto
è in festa, abbondano addobbi e fiori
sulle case, le campane suonano una melodia
che solamente in occasione di questa festa
si può ascoltare, una banda musicale
è chiamata per accogliere calorosamente
l'immagine tra le viuzze dei paese. E solo
in questo periodo che rientrano anche tutti
coloro che, tanti anni orsono, emigrarono
all'estero in cerca di maggior fortuna,
c'è molta commozione quando riaffiorano
alla memoria le sensazioni della loro giovinezza
quando molte speranze e aspettative venivano
affidate a questo che è il giorno
più gioioso dell'anno. Alla festa
religiosa si affiancano i momenti di comunione
e di ritrovo favoriti dall' allestimento
di un chiosco gastronomico presso il quale
è possibile gustare saporite grigliate
di carne, ma soprattutto il frico di formaggio
veramente unico a detta dei più.
La giornata prosegue con giochi per i piccini
e i meno piccini per poi concludersi con
balli e canti folcioristici che, per i più
duri, terminano la mattina successiva. Nel
1999 il paese ha celebrato il centenario
della statua che risulta datata anno 1889.
Per solennizzare l'evento sono intervenuti
i parroci che in anni precedenti hanno prestato
il loro servizio a Masarolis: don Ernesto,
don Amelio, don Cesare, don Luigi Cozzi
e Paolone nonché una rappresentanza
della diocesi di Fidenza a cui Masarolis
è gemellata. Sempre in occasione
del centenario la comunità ha realizzato
dei quadretti raffìguranti la statua
per avere a disposizione in qualsivoglia
momento un'immagine della cara Madonna,
ma soprattutto per poter offrire agli emigranti
una figura sempre presente non solo nei
cuori ma anche davanti agli occhi. E' stata
anche ripresa l'antica tradizione dei fiori
di carta persasi nel corso degli anni la
cui arte è rimasta nella memoria
e nelle mani esperte delle sole persone
più anziane.
Chissà se il prossimo anno vorrete
venire anche voi a condividere questo giorno
di festa e di gioia.