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MITI, FIABE E LEGGENDE LOCALI

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La rupe delle fate
si diceva che dietro la cava di Colpapan, ai piedi della rupe, nelle caverne,vivessero un tempo delle streghe che la nostra gente chiamava fate dell'acqua. Qualcuno sosteneva pure che avessero i piedi rivolti al indietro.

Le fate di Presento
Non molti anni fa, quando i bambini di Prestento alla sera non volevano andare a dormire, li impaurivano dicendo che, se non avessero obbedito, sarebbero venute le fate a portarseli via. Queste, donne malvagia e capaci di stregare, erano brutte, avevano cappelli lunghi che ricadevano loro sulle spalle e zampe d'oca rivolte all' indietro. Da tempi immemorabili abitavano nella forra di Sanàs (detta per questo anche forra delle fate), un anno intero alla base del Monte Picàt, in fondo alla stretta vallata del Chiarò di Prestento. In quell'antro scorre un torrente con un brusio come se vi chiacchierasse dentro della gente. Di questa leggenda esistevano molte varianti. Ve ne racconto una. Molto tempo fa un pastore di Valle di Faedis, bravo suonatore di flauto, un giorno, mentre conduceva le pecore al pascolo sul Picat, si fermò davanti alla forra, da cui uscivano delle bellissime fanciulle dai capelli lunghi in inghirlandati di fiori. Erano le fate dell'acqua che da sempre, per irretire i giovani che passavano di là, nascondevano la loro brutta faccia con quella di belle fanciulle. Il povero pastore fu inviato ad entrare e a suonare per loro. Rimase nell'antro per migliaia di anni e, quando finalmente ne uscì, gli sembrò di essere trattenuto non più di due ore. La leggenda, al contrario, dice che vi rimase 2000 anni. Infatti, all'uscita cercò le sue pecore ma non le trovò e, tornato a valle nessuno lo riconobbe.

La carrozza d'oro nel Novaret
quand'ero bambina, ho sentito dire da i più anziani che, nella località che noi chiamiamo Novarèt e Colmario, c'era la carrozza d'oro. Non saprei dire a quale periodo risalga... se si tratti dei tempi di Attilao i vecchi raccontavano di questa carrozza di altra epoca. I vecchi raccontavano di questa carrozza che saliva da Colmarlo a Novaret. Anche località Colmario, dicevano, era stato sotterrato dell'oro.

Le anitre nel foràn di Sanàs
quella caverna e vediamo in alto è foràn di Landri. Più in basso, nella valle, c'è foràn di Sanàs. Veniva chiamato anche foràn des Aganis, perché in quel luogo vivevano le creature acquatiche. Ho sentito raccontare che in quel luogo hanno liberato delle anitre e queste, dopo un certo tempo, sono uscite a San Giovanni d'Antro. All'interno, ci si può inoltrare solo fino a un certo punto, oltre il quale c'è l'acqua.

Il serpente Osàt
Nei racconti dei vecchi si parlava di una bestiaccia, un serpente con una testa di coniglio o di capriolo, con o senza zampe e, aggiungeva qualcuno, con le orecchie. Vivevano nei boschi e chi aveva l'occasione di vederlo si spaventava parecchio, perché esso si rizzava e soffiava addosso al malcapitato. Quelli che udivano, di sera, il verso del capriolo, dicevano che poteva trattarsi di questo serpente.

le fate guerriere
da quanto ho sentito, erano delle guerriere cattive - sul genere delle amazzoni, sapete - che talvolta scendevano ad architettare qualche malefatta nei nostri paesi. Se ne stavano in quella caverna lassù... si, nell'antro delle fate. Da la uscivano di tanto in tanto.

La scopa di traverso alla porta
Una donna, nella quale più o meno tutti dicevano che fosse una strega, se ne stava un giorno seduta sul ciglio della strada, proprio sul ponte del diavolo, a Cividale. Transitava sul ponte un carro trainato dai buoi e non era riuscito a passare oltre. Allora il conducente aveva fatto scoccare la frusta, la donna era scattata in piedi e i buoi erano scappati, veloci con un treno... in un'altra occasione, questa strega, non riuscendo a sfogarsi contro una persona che odiava, si era messa a camminare attorno a un cespuglio e, finito il giro, la pianta era completamente secca. Dovete sapere che questi poteri si ereditano e la figlia di questa strega ne aveva ricevuti solo una parte. Un pomeriggio, si era recata da mia madre, credo per giocare a tombola. Più tardi, quando anche noi bambine eravamo rincasate, una di noi aveva messo la scopa di traverso alla porta, all'esterno, e poi aveva chiuso l'uscio, in modo che la scopa non fosse visibile. Avevamo infatti sentito dire che una strega non riesce passare se trova il passaggio interrotto da una scopa messa di traverso. La donna continuava a ripetere:- vi saluto... ora vado!-e afferrava la maniglia ma non osava aprire la porta.-bè, adesso vado... il saluto.-ma non si decideva ad uscire. Poi è arrivato mio padre, che ha tolto la scopa e ha aperto la porta: allora quella è partita con una palla di cannone.

Lo stregone buono
il nonno raccontava che, una volta, un tale di passaggio, uno stregone, aveva chiesto di poter dormire in una specie di capanno, vicino alla loro casa. Gli avevano offerto di andare sul fienile, ma lui aveva rifiutato, perché, sotto il fienile, c'era la stalla con gli animali. Allora gli avevano offerto un sottotetto, sopra il porcile, ma nemmeno la aveva voluto andare. E così si era sistemato sotto una tettoia, di fianco al pollaio, su un cumulo di fieno. All'alba mio nonno, che era uscito per vedere quest'uomo, aveva notato un albero tutto scorticato e rovinato. Allora, avendo capito che l'uomo non voleva dormire presso gli animali per non portare loro danno, lo aveva invitato in casa a mangiare con la famiglia.

Vendicarsi dello stregone
il mio bisnonno stava andando verso troiano col carro tirato dai buoi. Un uomo gli chiese di poter salire, ma egli rispose:-ma non vede che il caro talmente carico che i buoi non ce la fanno tirarlo?-. E proseguì da solo. Dopo pochi metri, gli animali si fermarono e non c'era verso di farli muovere. A niente serviva frustare, bastonare, torcere le code: non si volevano muovere. Un tale, che passava di lì, chiese a mio nonno:-forse qualcuno che ha fatto una richiesta, lungo la via?-. Si, a dire il vero, un uomo mi ha chiesto di salire sul carro... ma io ho rifiutato!-. Quello era uno stregone e che ha mandato una maledizione: ti devi vendicare!-. In che modo?-. Se prendi una mazza e colpisci il timone del carro, gli rompi la testa; se colpisci le ruote anteriori, gli rompi le braccia; se colpisci le ruote posteriori, gli rompi le gambe!-. Il bisnonno diede un forte colpo a una delle ruote posteriori. I buoi ripresero il cammino. Più avanti vide sull'orlo di un fosso l'uomo-stregone, steso su un fianco, che si lamentava: aveva una gamba rotta.

Racconti di:
- Benatti Mariagrazia
- Zamparutti candida
- Zamparutti Maria

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